Testo di ispirazione
L’opera fuga trova nello spazio pubblico il pieno della possibilità espressiva: segni semplici ma irreplicabili per la stretta relazione con il corpo di chi li ha creati.
Non si tratta di un’opera di concetto, ma di una sapiente scelta del corpo, come se la coscienza non si fosse detta della traccia inedita che stava lasciando, né della costruzione di una memoria di questo passaggio.
Il gomito leggermente piegato verso l’alto, una bomboletta blu cobalto, il dito che preme e lascia uscire, seguendo i passi.
Per fuga si intende “un improvviso, precipitoso o segreto abbandono di un luogo, imposto da gravi motivi, non sempre giustificabili moralmente”.
A volte ci si accorge di essere fuggit* solo quando ci si trova già da un’altra parte, come se il corpo, luminare, conducesse più lontano dell’immaginabile.
In questo senso la fuga diventa un stato di trans non frenetico o sfrenato, si muove a passi lenti e ben misurati.
Lasciare tracce e agganci mentre si va via, ma anche imparare ad accogliere la sbiaditura e la perdita.
Dettagli dell’opera
- Data: marzo 2023
- Tipo: vernice spray blu cobalto
- Dimensioni: 67 passi x 69 segni
Posizione dell’opera
Punto dal quale guardare l’opera: arrivando da via Indipendenza, al culmine di Ponte Giacomo Matteotti sul lato sinistro. L’opera si trova sul lato opposto del ponte.



